Prestito del Littorio: Cartolina postale propagandistica a favore del Prestito del Littorio
Tipologia Documento
Data cronica
- 1926
Numerazione provvisoria
- N. provvisorio
- 34
Contenuto
- RECTO Sulla sinistra la frase "Perchè si compiano i più alti destini d' Italia - Sottoscrivete" sovrasta l' Illustrazione di un fascio littorio con alle spalle la bandiera italiana. In basso la dicitura " BANCA NAZIONALE DI CREDITO " . In alto a destra la frase " PRESTITO DEL LITTORIO " .
VERSO Sulla sinistra è stampigliato " PRESTITO DEL LITTORIO - E' emesso al prezzo di L. 87,50 per ogni 100 lire di capitale nominale, per titoli con godimento dal 1° Gennaio 1927; in base al prezzo di emissione frutta l'interesse annuo del 5,72%; può essere pagato anche in tre rate come segue: per ogni 100 lire di capitale nominale L. 35,00 all'atto della sottoscrizione; L. 30,00 al 15 Aprile 1927; L. 22,50 al 30 Giugno 1927; è rappresentato da titoli al portatore tramutabili, a richiesta del possessore, in certificati nominativi. I titoli al portatore sono nei tagli da L. 100, 500, 1000, 2000, 5000, 10.000, 20.000, 50.000, 100.000, e 500.000; non sarà soggetto a conversione fino a tutto l'anno 1936. Le sottoscrizioni si ricevono presso tutte le Filiali della " BANCA NAZIONALE DI CREDITO".
Descrizione fisica
- Cartolina a colori di dimensioni 14x9 cm.
Note
- Il prestito del Littorio fu una misura finanziaria lanciata dal governo di Benito Mussolini nel 1926.
Il prestito del Littorio venne introdotto per tentare di limitare gli effetti collaterali indesiderati provocati dalla rivalutazione della lira, che era stata ottenuta per mezzo del progetto denominato Quota 90.
La manovra venne realizzata per mezzo della trasformazione forzosa di 15 miliardi di debito pubblico a breve/medio termine (1 miliardo di debito quinquennale e 14 miliardi di debito settennale), in un debito a lungo termine, per complessivi 27,5 miliardi di lire, denominato consolidato. All'interno di quest'ultimo venne compreso anche danaro fresco di nuova raccolta.
Nell'esecuzione di questa manovra, il governo puntò in particolare sull'effetto deflattivo che sarebbe scaturito dalla sottrazione dal mercato a breve di una tale massa di danaro e valori mobiliari. La conversione ebbe carattere obbligatorio, ma venne percepita positivamente dall'opinione pubblica, come necessaria per salvare la lira.
Il rendimento venne fissato al 3,5% annuo, con restituzione del capitale alla scadenza trentennale. Per contro, il principale strumento finanziario precedente la guerra, era la Rendita Italiana (prestito irredimibile con rendimento del 5%).
L'operazione prestito del Littorio fu attuata mediante lo strumento giuridico del decreto legge.