Prestito Nazionale: Un fanciullo offre il salvadanaio alla patria
Tipologia Fotografia
Numerazione provvisoria
- N. provvisorio
- 45
Indicazioni sul soggetto
- Nella cartolina illustrata è raffigurato un soldato che si sta dirigendo, equipaggiato di tutto punto, verso le montagne in lontananza e tiene per mano un fanciullo, vestito da marinaretto, che regge con la mano sinistra un salvadanaio. In alto i motti " *ARMA DAT AURUM* - *ARMA DANT PACEM* ", in basso la dicitura " .... PORTA IL TUO SALVADANAIO PERCHE' PAPA' RITORNI PRESTO VINCITORE " e la firma del tipografo " S.A.I.G. - Adolfo Barabino - Genova ". Sul fianco " BANCO DI ROMA - PRESTITO NAZIONALE CONSOLIDATO 5% " .
Descrizione fisica
- Cartolina a colori di dimensioni 14x9 cm.
Note
- Una particolare campagna pubblicitaria fu realizzata in occasione del Prestito nazionale, per far fronte alle spese di guerra. Numerosi pittori, illustratori, pubblicitari furono ingaggiati per realizzare opere grafiche basate su un medesimo tema iconografico, ossia la difesa della Patria mediante il sacrificio comune. Furono quindi protagonisti di queste opere i soldati feriti o bisognosi di armi che chiedevano aiuto a quanti rimasti a casa. Non mancarono comunque le immagini di bambini, anziani genitori e donne, alle quali veniva affidato un ruolo fondamentale nella campagna di sensibilizzazione e condizionamento delle coscienze. L’Italia fu inondata, soprattutto a partire dal III Prestito del gennaio 1916 per culminare con il IV dell’anno dopo, da francobolli, calendari, cartoline postali illustrate, opuscoli, volantini, locandine, manifesti, fino ai veri e propri arredamenti urbani . La propaganda per il Prestito ottenne così il doppio scopo di essere suggestiva, smuovendo le coscienze, e raggiungere un gran numero di persone. I manifesti venivano appesi, anche in serie, sui muri delle vie e delle piazze delle città; le medesime immagini venivano riprodotte in milioni di cartoline illustrate per favorire l’opera di persuasione e coinvolgimento delle folle. All’indomani della disfatta di Caporetto, furono messe in campo nuove strategie per motivare l’esercito esausto e dare nuovo slancio alla propaganda che, con il V Prestito emesso tra gennaio e marzo del 1918, fu incentrata sul tema della liberazione: la figura del nemico odiato e crudele appare sempre più spesso, accanto alle immagini dell’Italia vittoriosa che riemerge dal buio della guerra. (cit. beweb.chiesa cattolica.it)