Prestito Nazionale: Francesco Saverio Nitti

Tipologia Fotografia
[VUOTO]

Numerazione provvisoria

N. provvisorio
57

Indicazioni sul soggetto

RECTO Nella cartolina illustrata Francesco Saverio Nitti è ritratto dietro ad un tavolo su cui capeggia la statuetta della Nike da Samotracia con ai piedi un ramo d' ulivo. Lo statista indossa, sotto la giacca marrone, una camicia bianca, una cravatta verde e un gilet color panna. Nella perte bassa della cartolina il monito : " Sottoscrivete largamente il prestito è il solo modo di aprire il periodo delle feconde opere della pace, di ridurre i prezzi e di stimolare la produzione. Sottoscrivere è il nostro dovere, ma è anche il nostro interesse. Coloro che non intendono queste semplici verità non intendono alcuna cosa. Nitti ". VERSO In alto " VI. PRESTITO NAZIONALE 5% NETTO - IN RENDITA CONSOLIDATA EMESSA A 87,50 PER 100 LIRE NOMINALI ESENTE DA IMPOSTE PRESENTI E FUTURE - REDDITO NETTO 5.71% - ".

Descrizione fisica

Cartolina a colori di dimensioni 14x9 cm.

Note

Una particolare campagna pubblicitaria fu realizzata in occasione del Prestito nazionale, per far fronte alle spese di guerra. Numerosi pittori, illustratori, pubblicitari furono ingaggiati per realizzare opere grafiche basate su un medesimo tema iconografico, ossia la difesa della Patria mediante il sacrificio comune. Furono quindi protagonisti di queste opere i soldati feriti o bisognosi di armi che chiedevano aiuto a quanti rimasti a casa. Non mancarono comunque le immagini di bambini, anziani genitori e donne, alle quali veniva affidato un ruolo fondamentale nella campagna di sensibilizzazione e condizionamento delle coscienze. L’Italia fu inondata, soprattutto a partire dal III Prestito del gennaio 1916 per culminare con il IV dell’anno dopo, da francobolli, calendari, cartoline postali illustrate, opuscoli, volantini, locandine, manifesti, fino ai veri e propri arredamenti urbani . La propaganda per il Prestito ottenne così il doppio scopo di essere suggestiva, smuovendo le coscienze, e raggiungere un gran numero di persone. I manifesti venivano appesi, anche in serie, sui muri delle vie e delle piazze delle città; le medesime immagini venivano riprodotte in milioni di cartoline illustrate per favorire l’opera di persuasione e coinvolgimento delle folle. All’indomani della disfatta di Caporetto, furono messe in campo nuove strategie per motivare l’esercito esausto e dare nuovo slancio alla propaganda che, con il V Prestito emesso tra gennaio e marzo del 1918, fu incentrata sul tema della liberazione: la figura del nemico odiato e crudele appare sempre più spesso, accanto alle immagini dell’Italia vittoriosa che riemerge dal buio della guerra. (cit. beweb.chiesa cattolica.it)