Raduno in occasione del VII° Annuale di Fondazione della M.V.S.N. Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale

Tipologia Fotografia
Data cronica
1 febbraio 1929
[VUOTO]

Natura

semplice

Numerazione provvisoria

Prefisso
ANA Biella
N. provvisorio
4

Indicazioni sul soggetto

Fotografia scattata il "1 Febbraio 1929 -VII°" in occasione del "VII° Annuale Fondazione della = M.V.S.N. =" che ritrae sedici militi, alcuni seduti ed altri in piedi, in posa davanti ad un muraglione parzialmente coperto da un grande tricolore sul quale spicca un cartello con la scritta "W S.M. IL RE" . I militi indossano tutti la camicia nera sotto l'uniforme caratterizzata dalle mostrine nere sul risvolto delle giacche. Calzano tutti gli stivali e hanno vistosi cinturoni. Uno, probabilmente il più alto in grado,  porta sul capo un fez mentre altri tre hanno berretti militari e indossano delle mantelle.  Ai piedi del gruppo un cane di grossa taglia.
Non è noto il luogo dello scatto né chi vi sia rappresentato.

Descrizione fisica

Fotografia in bianco e nero di dimensioni 22,5x17 cm.

Forma specifica

esemplare singolo

Cromatismo

b/n

Note

La Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN), spesso genericamente identificata con la locuzione camicie nere dalle camicie di colore nero adottate quale parte della divisa, è stata un corpo di gendarmeria a ordinamento militare che dal 1924 entrò a far parte delle forze armate del Regno d'Italia e che fu sciolto dopo la firma dell'armistizio di Cassibile, nel settembre del 1943. La sua fondazione fu decisa ed annunciata dal Consiglio dei Ministri del 28 dicembre 1922, presieduto da Benito Mussolini, e decretata dal Re Vittorio Emanuele III con regio decreto-legge 14 gennaio 1923, n. 31, (poi convertito in legge il 17 aprile 1925) ; essa accorpò le Squadre d'azione del Partito Nazionale Fascista (Camicie nere) e la milizia dei Sempre Pronti per la Patria e per il Re dell'Associazione Nazionalista Italiana (Camicie Azzurre). Dal 1927, l'arruolamento nella MVSN costituì l'atto finale della leva fascista, parallelamente all'iscrizione al Partito Nazionale Fascista, con l'adozione del saluto romano.
Inizialmente pensata come milizia ad uso esclusivo del PNF (rispondeva solo al Capo del Governo e a lui solo era dovuto il giuramento, in contrasto con l'obbligo di giuramento al sovrano), nel tempo con la "costituzionalizzazione" del fascismo e divenendo forza armata, con un evidente contrasto con il Regio esercito, perse la sua esclusività nei compiti e finì con l'affiancarsi quasi del tutto alle altre forze armate.
Dopo la caduta del fascismo, fu sciolta, con il Regio Decreto Legge del 6 dicembre 1943, n. 16/B, dal Governo Badoglio